... e J'Shajirr ha venduto tutto ad un prezzo onesto. Molto onesto, si?
… e J’Shajirr ha venduto tutto ad un prezzo onesto. Molto onesto, si?

Di ritorno da Un assaggio di Skyrim, è il momento di raccontare l’esperienza vissuta e gettare le basi per le future ballate dei nostri stonati bardi.

L’allestimento della taverna è stato qualcosa di cui essere giustamente fieri: pur con risorse ridotte, l’ambiente ha offerto il massimo di atmosfera, specialmente alla luce delle molte candele. Soprattutto se si considera che il luogo è stato effettivamente utilizzato per cucinare i piatti serviti durante il pasto, e quindi era necessario mantenere sul posto la piena funzionalità di una moderna cucina.
Inoltre, l’ambiente era ricco di quei piccoli dettagli che un appassionato di Skyrim riconosce con piacere negli interni delle case e di altri edifici del gioco: dalle stoviglie, alla frutta, alle bacche di snowberry. Qualche immagine del nostro lavoro scenografico si può vedere qui: quelle più luminose sono state prese durante la preparazione delle pietanze, mentre quelle a lume di candela si riferiscono alla sessione di gioco di ruolo pomeridiana.
Le sole immagini, tuttavia, non rendono completamente giustizia al lavoro compiuto, perchè mancano due aspetti determinanti che le fotografie non possono catturare.
In primo luogo, gli aromi nell’aria: l’odore delle candele, la mescolanza di spezie, i profumi dei cibi e delle bevande (vino, birra, idromele classico e speziato secondo la ricetta segreta Black-Briar, che la Gilda dei Ladri di Riften ha trafugato per noi) si sono combinati agli arredi rendendo il locale vivido, piacevole, accogliente… in una parola, vero.

In secondo luogo, una piccola ciliegina sulla torta: le musiche e le canzoni che si possono ascoltare nelle taverne di Skyrim, tratte dalla colonna sonora originale e diffuse in sottofondo da un impianto audio nascosto alla vista. Aggiunte al resto, hanno contribuito ad un incredibile effetto – J’Shajirr approva –

Ma tutto questo impallidisce davanti all’arte dei cuochi: pur non avendo mai affrontato ricette della cucina dei Nord, si sono destreggiati mirabilmente creando piatti d’aspetto invitante, dal sapore ricco e che hanno lasciato la piacevole soddisfazione di una bella mangiata. Se lo stufato di cavoli e patate al formaggio si è rivelato molto migliore di quanto il nome lasciasse supporre, la fonduta di Elsweyr si è dimostrata un’autentica sorpresa, con la sua combinazione di sapori sconosciuta, decisa e incredibilmente particolare… non a caso è una ricetta khajiit (possiamo però garantire che non conteneva moon sugar o skooma) – J’Shajirr non approva –

Il re del pranzo è stato comunque, senza alcun dubbio, lo stufato di selvaggina: corposo, con una ben definita nota di un ottimo vino rosso, una festa per il palato.

Tralasciate le portate fredde per ragioni di evidente sazietà generale, il passaggio dal pranzo al gioco è stato suggellato dall’ingresso in tavola del più sontuoso sweetroll che si sia mai visto fuori da Skyrim: morbidissimo, leggero al palato, un impasto non troppo dolce meravigliosamente sottolineato dalla giusta quantità di ottima glassa… una ricetta personalizzata della nostra Fanciulla degli Scudi, che si è dimostrata ancora una volta un’eccellente maestra nella preparazione di dolci fuori dal comune.

Ed è proprio dal tavolo della taverna che l’avventura ha preso le mosse. Arma in spalla e porzione di sweetroll in mano gli avventurieri, ingaggiati dal mago di corte di Whiterun, si sono diretti ad est per dissotterrare la seconda tavoletta dei draghi da una delle molte rovine infestate di draugr.
Si sono addentrati nel sottosuolo, dove  alcune spiacevoli sorprese che resteranno taciute erano ad attenderli. Pur correndo gravi rischi (ma con gran divertimento), sono riusciti a portare a termine la ricerca, anche se questo ha significato la distruzione di un tempio di Talos per mano dei Thalmor che li sorvegliavano da vicino.
Rimane aperto un interrogativo… cosa avranno risvegliato, davanti alla porta sigillata dagli anelli di pietra?
Sarà il prossimo “Assaggio” a rivelarlo!

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Giulio Gargioni

Designer sperimentale di giochi di ruolo, vincitore del premio Remo Chiosso 2013, insieme ad Ivan Bonizzi, con il murderparty “Notizie dall’Artico”, ideatore e co-organizzatore della manifestazione “Crema di Giochi”.

Convive con tre piccoli fratellini verdi divoratori di dolci e ricopre il ruolo di “Sacro Portatore del Crocchino” per il clan dei j’zarghi.

Incidentalmente anche ingegnere Software e Firmware per Strumenti di Misura Embedded.