Gli eventi dell’ultimo anno, in particolare questa inusitata epidemia che pare uscita da “L’ombra dello scorpione”, hanno drasticamente ristretto per tutti le possibilità di incontrarsi intorno a un tavolo: fiere, eventi, sessioni di gioco sono svanite di fronte alle esigenze di protezione e di contenimento. E mentre la necessità e l’utilità dell’isolamento reciproco sono al di sopra di qualsiasi dubbio, interrompere l’esperienza al contempo personale e condivisa del gioco di ruolo al tavolo, così intrisa di interazioni e scambio di idee, rimane cosa sofferta.

Dall’interno del Laboratorio sta perciò per salpare un nuovo esperimento, una traversata per esplorare una rotta differente: il gioco dal vivo a distanza attraverso il web.
“Ma come, soltanto adesso? Tanti altri già giocano abitualmente in quel modo” è la prima, ovvia obiezione che si sente risuonare già all’imbarcadero di questo nuovo viaggio. L’aspetto centrale dell’esperimento, tuttavia, non sarà definire con quali mezzi tecnici sia preferibile svolgere un gioco di ruolo da remoto, ma capire come il gioco stesso venga influenzato dal mezzo.
Sostituire il gioco in presenza, i giocatori fisicamente intorno a un tavolo in un ambiente comune, la gestualità di ciascuna persona e l’intricata componente di interazioni non strettamente verbali che caratterizza una seduta di gioco rimpiazzandoli con un complesso di supporti telematici comporta, per definizione, un cambio di modello relazionale e questo può essere molto più forte e profondo di quanto appaia a prima vista. L’adattamento dei giocatori a questa nuova condizione non è un processo automatico nè semplice: richiede la costruzione di nuove convenzioni e questo è l’elemento al centro dell’esperimento.

Come cambiano le interazioni tra giocatori e quelle dei giocatori con i personaggi quando tutti sono in luoghi diversi? Quali tipi di storia e di scena possono essere giocati in modo appagante in queste condizioni? Rimane possibile immergersi profondamente in un personaggio, un’ambientazione e una storia, interpretare con intensità, evocare impressioni e suscitare emozioni? Quale effetto ha sul gioco il fatto che, improvvisamente, una parte dell’attenzione deve essere dedicata a gestire il mezzo di comunicazione? E quali nuove possibilità di interazione si aprono quando il dialogo tra giocatori può avvenire simultaneamente lungo canali separati e invisibili l’uno all’altro?
Le ricerche preliminari svolte sul web in merito a tutti questi interrogativi suggeriscono un panorama largamente inesplorato, dai contorni frammentati e contraddittori. Come una remota parte del mondo ancora da esplorare.

La rotta è tracciata: non resta che navigare “alla ventura e alla scoperta”!